Autocoscienza

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ISDN

Ti erano sempre piaciuti i computer e ti piaceva un sacco la tecnologia. Io, da bambina, ti mostravo il mio computer e tu, da giovane padre, mi mostravi il tuo. Avevamo sostanzialmente due merde, non ci si faceva niente, ma si era felici.

Ci piacevano un sacco i giri per minuto. Ti eri comprato un nuovo hard disk, e continuavi a dirmi “fa 7200 rpm!”. E io, sbalordita, ti dicevo “mica come i 5400 rpm!”. 

Una volta vi siamo venuti a trovare e abbiamo parlato di internet. Io viaggiavo ancora con il 56k, il macinino, tu avevi l’ISDN. Due linee, per andare a 128kbps - o così mi dicevi -, pagavi il doppio però andavi gran bene.Io avevo dodici anni, credo, e continuavo a dirti “ma paghi il doppio, così!”. ”Eh lo so cara, ma la tecnologia costa eh!” mi dicevi, con la e aperta, l’accento milanese.

Eri di Milano tu, e poi per amore ti eri trasferito. 

Stamattina ti ha trovato tuo figlio. Non si sa nemmeno come sia successo. Ipotesi. Forse infarto. Forse un attacco d’asma. Non si sa. Fatto sta che io mi ricordo la tua faccia felice mentre mi parli dell’ISDN. Sono felice d’averti conosciuto.

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  • 1 month ago
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Perché la coscienza è morta quando Hegel ha deciso ch'era finita la marmellata al limone. Era così, giusto?

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